E' innegabile che quella degli elenchi dei contribuenti pubblicati sul sito dell'Agenzia delle Entrate è stata proprio una brutta storia. Ciò che poteva essere fatto male è stato fatto peggio. E non si discuta tanto del cosa è stato fatto, argomento pacificamente assodato da più di trent'anni e ribadito dal Garante della Privacy non più di sei mesi fa, ma piuttosto del come. Perché, dai!, mettere in piazza i conti degli italiani, così senza chiederlo, è stato proprio uno scherzo da preti. Che gli italiani son bravi e son buoni, ma valli a toccare sul vil denaro e si incazzano come iene.
E però questa idea della trasparenza non è poi così balzana. Purché non venga imposta, s'intende. Dovrebbe essere invece un valore condiviso, un prerequisito fondamentale e irrinunciabile affinché le cose vadano come devono e la grande macchina dello Stato funzioni a puntino. Dovrebbe essere ognuno di noi a chiederla con insistenza e ad imporla con l'esempio.
Ecco quindi che all'improvviso, con mossa inaspettata, sorprendo il Garante da dietro e prima che egli possa proferire parola do alle stampe il conteso documento.
Imprimatur.
Scritto diretto e interpretato da lascar il 01/05/2008 alle 20:02
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Questo lo metto in il mondo intorno, soldi, tasse
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